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rosamanauzzi
Se il Sole e la Luna dovessero dubitare subito si spegnerebbero - W.Blake
26 dicembre 2011
Musica spagnola e poesia di Garcia Lorca

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CULTURA
31 agosto 2011
Storia vera di due asini che insegnano a leggere e di due pifferai magici che vanno in giro a raccontar fiabe

Un mio articolo su Tellusfolio.it

di Rosa Manauzzi

14 Agosto 2011

Sembra la storia di un romanzo, invece è una meravigliosa realtà che si sviluppa su pagine di terra battuta, nelle zone più rurali della Colombia, dove un Don Chisciotte contemporaneo lotta contro lo spettro dell’ignoranza. Al posto della lancia e dello scudo si è munito di una piccola biblioteca sistemata ai lati della sella della sua asina, Alfa; in mano stringe una lunga valigia (contenente un tavolo pieghevole) su cui ha scritto a caratteri ben visibili “Biblioburro” (biblioteca-asino).

Luis Humberto Soriano Bohorquéz, noto con l’abbreviazione Luis Soriano, è un insegnante coraggioso e intraprendente. Non lo hanno fermato i ladri che, non trovandogli addosso denaro, lo hanno lasciato legato ad un albero; non lo fermano la pioggia, il caldo, le difficili traversate montane e neppure una frattura che si è procurato cadendo dalla sua cavalcatura nel 2008 lo ha fatto desistere dall’ambizioso progetto di alfabetizzare quanti più bambini e adulti possibili.

Ha 38 anni, è di una città chiamata La Gloria, che vuole ammantare di gloria vera, come sostiene in un’intervista, e opera in vari villaggi della contea di Nueva Granada. Si tratta di una zona a tratti impervia, avara e nel recente passato saccheggiata ripetutamente da trafficanti e terroristi, non delle ricchezze, che non ha, ma delle stesse vite, soprattutto giovanissime. Luis Soriano si rivolge proprio a loro, a quelle piccole vite i cui occhi hanno già visto l’indicibile, rimasti orfani, violati, con un destino incerto davanti. Nonostante ciò gli asini sono testardi, si sa, e il maestro ha fatto di questi animali la metafora della sua battaglia. Dopo qualche anno, per il trasporto dei libri ora c’è anche Beto, un altro ciuco che completa il suo alfabeto peregrino.

Appagato solo in parte dal lavoro a scuola, vedendo la difficoltà dei ragazzi sia di arrivarvi da luoghi lontani sia di studiare a casa per mancanza di libri, ha deciso che dovevano essere i libri e la scuola a raggiungerli. E così ha iniziato a percorrere 11 km per volta, per 8 ore di viaggio, due volte a settimana.

Qualcuno è venuto a conoscenza del suo impegno, la voce si è sparsa, sono arrivate le tv a curiosare (CNN, SBS, BBC e altre) e i libri hanno cominciato ad arrivare da ogni parte del mondo. La sua piccola casa è diventata una miniera di migliaia di libri poggiati ovunque. E nel caos, Luis Soriano ha trascorso ore a cercare i testi richiesti o più adatti per le lezioni, sempre attentamente preparate, un’impresa non facile senza scaffali e spazi idonei.

Dal 2000 ad oggi ha potuto realizzare un sogno, oltre quattromila bambini, e spesso anche le loro famiglie, hanno potuto ricevere un’istruzione di base. Per dare ordine ai libri, Luis e la moglie, Diana, si sono rimboccati le maniche e hanno costruito in cinque anni e con le proprie mani un edificio ampio, con zone di lettura e tante librerie, la prima (grande) biblioteca stabile della regione! Un miracolo per tutta la comunità. I testi ora arrivano in dono dalla Norvegia, da New York City e ovunque si venga a conoscenza del biblioburro.

Intervistato dai grandi network del mondo, Luis risponde con concetti chiari e decisi e si fa seguire in alcuni dei suoi viaggi: «Attraverso Biblioburro, stiamo combattendo quella che si definisce l’ignoranza contadina. In un libro possiamo incontrare città, culture, diritti, doveri. Quindi oggi quando istruiamo un bambino con l’uso della biblioteca, gli insegniamo di fatto i suoi diritti, i doveri, e l’impegno. I bambini consapevoli dei diritti, doveri e impegni, sono informati per dire No alla guerra. Stiamo strutturando i colombiani del futuro, tra quindici anni intellettuali colombiani».

Anche i bambini dicono la loro e conoscono perfettamente l’importanza di ricevere istruzione; partono dalle necessità quotidiane, come poter leggere le lettere che i genitori ricevono, e si augurano di poter continuare i gradi più alti della scuola. Luis, con la cultura, prova a cancellare i ricordi bui di tanti di loro. Ciò che manca, anche una biblioteca, dice, si può inventare e il passo alla realtà è breve quando c’è una così grande passione.

Si rende conto che la velocità della globalizzazione rischia di lasciare pericolosamente indietro popolazioni analfabete e ogni gap che viene a crearsi si trasforma, di fatto, in un luogo fisico per avventori della guerra, ogni tipo di guerra. Solo l’istruzione può salvarci, afferma.

Oggi biblioburro è una fondazione (www.fundacionbiblioburro.com) riconosciuta dal governo, ed è diventato anche il soggetto di un documentario che lo ha reso ulteriormente famoso nel mondo. Il regista colombiano Carlos Rendón Zipagauta ha vinto il secondo premio per un lungometraggio dal titolo omonimo alla 25° edizione del prestigioso Festival de Cine Latino de Chicago. Luis Soriano è stato nominato Eroe del 2010 dalla CNN.

Mentre i ragazzi nel ricco (?) Occidente si disaffezionano alla cultura, e se viene loro chiesto qual è l’ultimo libro letto non provano imbarazzo a dire “nessuno” o al massimo Tre metri sopra il cielo (spesso perché lo hanno sentito dire da altri e non perché lo abbiano realmente letto), altrove c’è chi attende con ansia l’arrivo di un asinello carico di libri o un racconta storie come la statunitense Margaret Read (un cognome che è un programma, “leggere”).

In un articolo di Tan Ee Loo (Tan Ee Loo, “Read-ing tales with passion”, August 7, 2011. Bbc.com) di pochi giorni fa, viene spiegata l’avventura di questa donna infaticabile che ha trasformato la passione per i libri e per i racconti in un lavoro vero e proprio e, arrivata a 71 anni, continua a portare un contributo importante, iniziato quarant’anni fa, trasmettendo la cultura orale tradizionale. Se Luis Soriano difende il diritto di alfabetizzazione, il lavoro di Margaret Read in MacDonald (supportato da un dottorato in Folklore) tende a valorizzare uno dei presupposti fondanti della cultura che nasce e si alimenta nell’oralità, trasmessa per secoli e ora a rischio di oblio collettivo. Nel raccontare (metodo usato anche da Luis Soriano) si crea quel contatto prezioso tra chi parla e chi ascolta, si mette in atto una elaborazione delle storie che unisce e rende partecipi. Non si tratta soltanto di trasmettere dei contenuti, comunque una tradizione preziosissima; si mette in atto una comunicazione collettiva, un’empatia socializzante che annulla con una singola azione ignoranza e solitudine. La Read ha portato le sue storie in luoghi lontani, nelle scuole e nelle biblioteche in Tailandia, Brasile, Kenya, Argentina, Filippine, Indonesia, Lussemburgo.

L’inizio di questi continui tour l’hanno vista impegnata in una biblioteca mobile delle Hawaii, dove, all’età di 27 anni, si era trasferita con il marito e dove per diversi anni ha condotto un programma di alfabetizzazione in giro per l’isola guidando con un furgone pieno di libri.

Oggi cerca di coinvolgere genitori e insegnanti, con lo scopo di riportare i racconti fiabeschi e del folklore al ruolo primario che avevano un tempo. Non ci sono tecniche particolari, dice, ognuno deve farlo con i propri mezzi. Una cosa non si deve mai dimenticare, afferma perentoria: quando racconti una storia guardi per tutto il tempo i bambini negli occhi. In questo modo li si rende davvero partecipi fino a farli sentire parte della storia. Possono indovinare dall’espressione del viso di chi narra cosa accadrà. Inoltre le storie contengono sempre valori morali che andrebbero riscoperti.

In un tempo in cui negli States si pubblicano libri di favole brevissime (un minuto al massimo!) da raccontare in fretta ai bambini nella speranza che la pillola per farli addormentare (psicofarmaco) funzioni presto, progetti come quelli della Read sono davvero ambiziosi ma non rarissimi. Esiste per esempio una buona rete di bookmobiles (biblioteche itineranti) che raggiungono le zone meno collegate e più lontane dalle biblioteche. In realtà è una rete che copre sempre più aree del pianeta e coinvolge anche istituzioni notevoli. Un esempio per tutte, la biblioteca nazionale alessandrina, in Egitto, ha diverse basi in Africa da dove partono ogni giorno furgoncini pieni di libri; dove non possono arrivare le automobili, arrivano i cammelli o le navi o le barche. Le vie del libro sono infinite!

 



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ECONOMIA
14 agosto 2011
Quando vi dimezzate lo stipendio?

Cari politici italiani,

(cari perché costate troppo all'Italia) non pensate anche voi che sarebbe cosa buona e giusta dimezzarvi lo stipendio? E pure la metà sarebbe ancora troppo! Aggiungo, come ho detto già in altri post, che sarebbe il caso di finirla con i privilegi dell'aristocrazia imperante della vostra conduzione. Eliminate le auto blu, andate in bicicletta o con i motorini elettrici, o almeno prendete i mezzi pubblici. Pagate tutti i servizi come tutti gli altri cittadini (cinema, teatro, cellulari e ricariche, biglietti,benzina, ecc.) Servitevi dei servizi pubblici per verificare lo stato della vostra gestione (un ministro della sanità dovrebbe recarsi solo negli ospedali italiani e non in Svizzera! Così tutti i colleghi.) Il ministro dei trasporti dovrebbe viaggiare in seconda classe sui regionali, un ministro dell'istruzione dovrebbe essere la prima a dimostrare di essere titolata al punto da poter parlare di meritocrazia senza vergognarsi, e così via di questo passo. Questa si sarebbe una buona politica per il bene del Paese! Cari politici (sempre per il motivo detto sopra), nessuno al mondo guadagna come voi. Come potete prendere di far pagare altre tasse a chi le ha sempre pagate? Date l'esempio, poi noi vi seguiamo.




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televisione
10 agosto 2011
Basta con i mal di pancia di Vasco Rossi in Rai!

Noi italiani vogliamo un'informazione seria! Basta cronaca nera super enfatizzata! Basta vecchi bavosi che spiegano plastici! Basta crisi depressive di super ricchi (ma la gente comune senza lavoro che dovrebbe avere??) e scazzi tra cantanti! Basta topi, gatti di Downing Street, pinguini innamorati e altre cavolate simili! Vi paghiamo! Siate professionali! Specialmente i direttori dei TG, propinatori di barzellette e gossip.

Divulgo un'interessante iniziativa dei Radicali (con i quali non sono sempre d'accordo, per es. sono per carceri più umane e giustizia più equa ma non per l'amnistia) .

r.m. 

 

Cosa hanno in comune il debito pubblico, l’immigrazione, il welfare, la concorrenza e la tutela del consumatore, l’ecologia, la droga, la riforma dello Stato e la riforma elettorale, la giustizia e le carceri, il rischio sismico e la ricostruzione dell’Aquila, l’Unione Europea? Sono questioni centrali del nostro tempo che non trovano mai spazio nell’informazione e nei programmi di approfondimento della Rai. Una realtà cancellata dalle televisioni italiane che scomparendo dall’agenda televisiva, scompare anche dall’agenda politica, con effetti devastanti. Cosa fare? Semplice, reclama il tuo diritto a una informazione completa, a conoscere per deliberare. Denuncia la Rai all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, chiedendo che ordini al servizio pubblico di informare e organizzare dibattiti sui temi sino a oggi oscurati.

Compila il modulo e invia direttamente la mail all'Agcom

Vai sul sito:

La mail verrà inviata dal tuo indirizzo email e in caso di risposta da parte dell'Agcom, la riceverai direttamente al tuo indirizzo email.

Facciamo saltare il tappo dell’ignoranza in cui vogliono continuare a tenere milioni di italiani che si informano solo con la televisione. Costringiamo la politica a uscire dalle sterili risse tv, obblighiamo gli schieramenti a confrontarsi su proposte concrete, oppure ad ammettere che non sono altro che comitati d’affari che devono essere mandati a casa. Costringiamo i partiti a rispondere del proprio operato al popolo!

 

http://www.radicali.it/informerai

dal sito dei Radicali

DIARI
2 agosto 2011
Strage di Bologna: io NON VOGLIO dimenticare


Inedito: la strage di Bologna di mmatrix

Questo Paese ha bisogno della memoria dell'elefante. Ricordare per non ripetere gli stessi errori.

r.m.


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POLITICA
16 luglio 2011
Governo ladro, e neppure piove

Pensiero del giorno: avevo sperato che questa manovra avrebbe tagliato gli stipendi degli onorevoli. Ci avevo quasi creduto che Tremonti volesse passare alla storia come il ravveduto, colui che ha preso consapevolezza degli insulti di questo Governo ai cittadini-sudditi italiani, colui che ha capito che i privilegi di cui godono i politici nel nostro Paese possono riassumersi in una sola parola: VERGOGNA!

Invece no, anche il Ministro Tremonti ha deciso di salire nel carro dei gloriosi infami, coloro che verranno ricordati nella storia italiana per i torti fatti subire, per la casta d'oro d'Europa. Alla faccia degli 8 milioni di italiani che vivono in assoluta povertà in Italia e dei tanti altri milioni di precari che vivono in bilico ogni giorno. Le decisioni del Governo sono uno schiaffo alla dignità umana. Mi domando come è possibile che abbiano ancora il coraggio di guardarsi allo specchio.

Ma vi rendete conto? Dai 12.000 ai 16.000 euro di stipendio al mese, a fronte  di 5000 euro al mese degli onorevoli europei (che già sono tanti) e a fronte di quei miserrimi euro che riusciamo a mettere insieme noi comuni mortali per campare?! Non ho parole! E' bastato un sotterfugio notturno per non toccare i privilegi dei nostri onorevoli. A noi non basterà una vita per guadagnare quanto loro prendono in pochi anni.


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POLITICA
9 luglio 2011
No ai privilegi dei politici italiani

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letteratura
6 luglio 2011
Maria Pia Veladiano a Pontinia (LT) presenta La vita accanto

 

 
Mariapia Veladiano, (La vita accanto, ed. Einaudi) incontrerà i suoi lettori mercoledì 6 luglio alle 20.30, presso il Centro sociale di via A. Moro a Pontinia.

L’incontro voluto e organizzato dalla collaborazione tra la “Libreria l’isola che non c’è” e la “Cooperativa Sociale Extrascuola 90” nell’ambito del progetto “ Liber….Amente” incontri di lettura,
Sarà presentato da: Cristina Battisti (della Coop. Soc. Extrascuola 90) che farà una lettura di alcune parti del libro, da Maria Di Girolamo (titolare della Libreria l’isola che non c’è) che presenterà al pubblico l’autrice, e dalla prof. Rosa Manauzzi in qualità di critico letterario.
L’autrice Mariapia Veladiano con il suo libro “La vita accanto” è, a pieno titolo, nella cinquina del Premio Strega che il 7 luglio decreterà il vincitore 2011..
“La vita accanto” ha già vinto il Premio Calvino 2010 con la seguente motivazione: …”è un bel romanzo “di provincia”, cupo e inquietante, commovente e coinvolgente, dal sapore un po’ gotico che rivela un talento narrativo raffinato e impeccabile e un uso sapiente della lingua. Da non dimenticare, poi, il sottotesto, e cioè la malinconica riflessione sul pregiudizio estetico che vige nei confronti delle donne.”
Posted by MARIA DI GIROLAMO, 1 luglio 2011 on Librerie Intraprendenti del Lazio
letteratura
29 giugno 2011
Il vuoto intorno, libro esordio di Claudio Volpe

 

Diversi romanzi epistolari sono stati dedicati ai propri cari, nel tentativo forse di offrire in memoria una parte di sé inconfessabile o semplicemente per liberarsi da qualcosa o qualcuno, nel qual caso il referente è solo fittizio, una scusa. Kafka scrisse nel 1919 un lunga lettera al padre, pubblicata postuma qualche decennio dopo, senza la possibilità o forse anche senza la volontà di una comunicazione diretta, e quindi di una possibile risoluzione. Si rivolge al genitore di cui ha sempre avuto terrore, che teme e adora come si fa per i carnefici talvolta, quando non si hanno altre vie di fuga. Oriana Fallaci ha consegnato alla storia della letteratura un libro commovente e tormentato con “Lettera a un bambino mai nato” (1975), rivolgendosi di fatto a se stessa in quanto donna e a tutti coloro che possono con lei condividere l’enigma della vita e la scelta di generare. Di recente una straziante lettera è stata scritta dallo scrittore e pacifista israeliano David Grossman, che la dedica al figlio Uri, caduto giovanissimo nella guerra israelo-libanese del 2006.
Nel libro di Claudio Volpe, Achille scrive ad Ettore, figlio che “effettivamente” nasce, esiste; tuttavia, poiché affetto da una sindrome che lo limita fortemente nella capacità di comprendere, non potrà mai davvero interpretare le parole del padre. Eppure questo padre parla, confessa ogni cosa. Non crea un altare alla perfezione e alla bellezza del figlio, che nonostante tutto rende perfetto e bello vestendolo di amore. Parla invece della sua imperfezione di uomo, dei suoi cedimenti, del suo baratro e della risalita. Perché di fronte a un figlio, ecco l’atto più coraggioso, non esiste un padre onnipotente creatore della perfezione; di fronte a un figlio l’amore più grande si manifesta lacerandosi l’anima e svelandola senza segreti, parlando senza pudore di quel vuoto intorno che si è cercato invano di esorcizzare riempendolo con ogni azione, anche la più scellerata nei confronti di se stessi.
Il vuoto intorno esiste, quindi, come afferma il titolo del libro, esiste e va guardato negli occhi. Altro che visione aristotelica del riempimento totale di ogni spazio; la scoperta di Otto von Guericke (1650) lo aveva smentito alla grande e da allora, filosofi, scienziati, uomini comuni hanno dovuto fare i conti con l’horror vacui dell’esistenza. Solo l’arte ha offerto sollievo. Lo diceva Mario Praz, pensando alle case vittoriane stipate di oggetti; ce ne hanno dato un esempio i più antichi manoscritti miniati e il fitto gioco di figure nei quadri del Medioriente e d’Oriente. E così anche il pop surrealism degli anni ’70 e l’Art Brut, o arte non convenzionale, in voga negli stessi anni negli ospedali psichiatrici. Riempire, riempire, altrimenti è troppo doloroso stare nel vuoto e averlo tutto intorno.
“Il vuoto è sempre stato il mio problema, il mio fardello inabilitante. Noi viviamo con la paura del vuoto, lavoriamo, amiamo, creiamo, facciamo arte, facciamo guerre, ci uccidiamo, per paura di venire divorati da quel maledetto vuoto affamato. La nostra storia è scandita dal vuoto. Per sconfiggere il vuoto della comunicazione abbiamo imparato a parlare, per combattere il vuoto del buio abbiamo imparato ad accendere il fuoco, per paura del vuoto della solitudine abbiamo imparato ad amar. Ma per quanto possiamo lottare, per quanto possiamo buttare il nostro sangue per azzerare quel vuoto, lui è sempre al suo posto accanto a noi.” E solo dopo aver tentato invano di colmarlo ammette:  “Ho capito che l’unica via di salvezza, l’unica possibilità di redenzione, sarebbe stata farlo oscillare. Il vuoto che oscilla e che trema: questa è la strada.” Un’oscillazione quindi, una vibrazione lunga che intercorre tra più esseri e fonda la solidarietà, questa la via d’uscita. Accettare che il vuoto ci sia e affrontarlo insieme col sorriso, come avviene nella fiaba cinese riportata nel testo, non a caso raccontata ad un Achille ancora ragazzino da uno scultore, l’artista maturo per eccellenza che ha imparato a dare una forma alla materia plasmandola secondo la visione di felicità che lo alberga dentro. Lo scultore che fa nascere lentamente dall’argilla la vita e non “vomita” di getto la sua rabbia come farebbe uno scrittore, sembra suggerire l’autore.
Nella fiaba si racconta che un sant’uomo abbia chiesto a Dio di mostrargli il paradiso e l’inferno; lo scenario che si presenta pare identico: gli uomini seduti intorno ad un tavolo hanno dei cucchiai lunghissimi collegati alle braccia, in modo tale che non possono nutrirsi da soli. Quindi nell’inferno gli uomini sono emaciati e affranti, nel paradiso felici e in carne. Come è possibile? Con la solidarietà è possibile tutto, da soli non ci si può nutrire ma si può nutrire il vicino e questi farà lo stesso con noi. “Inferno e paradiso sono uguali nella struttura. La differenza la portiamo dentro di noi!”
I temi affrontati dal romanzo dello scrittore esordiente, e già maturo, Claudio Volpe, sono talvolta duri da digerire: la violenza sui bambini, l’handicap, il sesso prostituito, l’accettazione dell’altro (in particolare degli zingari), l’eutanasia.
Le pagine scorrono emozionando e facendo riflettere sull’ipocrisia della cosiddetta normalità, sui sistemi falsi fondati sulle gerarchie genetiche (i figli non si dice forse che sono di chi li cresce e non di chi li fa?), sulla spiritualità come bisogno universale. E infine rimane la confessione fiume di un padre che ama il figlio, la storia misteriosa di come dal dolore possa generarsi vita e di come questa vita possa addirittura farsi felicità autentica.
Il libro di Claudio Volpe è edito da Edizioni Il Foglio di Piombino: www.ilfoglioletterario.it
E’ stato presentato in occasione della rassegna Libri da Scoprire di Latina, con uno straordinario successo di vendite. Prosegue ora il tour in Italia. Prima tappa Pontinia, città in cui l’autore vive.

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POLITICA
26 giugno 2011
Questo Governo e la storia

Cari politici tutti, in particolare chi sta al Governo, noi italiani ci siamo rotti le scatole dei vostri privilegi. No, non è il mio pensiero, è il pensiero del 90% degli italiani ed è ormai scritto a caratteri cubitali su blog, siti, articoli, libri. Voi potete anche far finta di non vedere e non sentire, ma questa Italia che voi avete rovinato con la vostra incapace amministrazione, raccomandando a destra e sinistra, anziché dare la giusta voce al merito, questa Italia rapprensentata (non senza un lato di comicità e anche di drammaticità) da starlette televisive, veline e velone, cocainomani dichiarati e probabili, dipendenti patologici del sesso, e per di più da un capo vostro che ama dormire sul posto di lavoro perché stanco dei trastulli...questa Italia vi ricorderà per quello che meritate. 

Siete al capolinea e ci state da tempo trascinando nel baratro, perché vi piace anche essere guardati platealmente e quindi ci invocate (e persino pagate) per fare folla intorno a voi, esibizionisti nonostante palesemente freak in qualche caso. Pensate una volta sola a questa eventualità: se non aveste i soldi che avete, chi vi darebbe ascolto? Chi vi circonderebbe?

Spesso, arrivati alla fine si fa ammenda, si matura all'improvviso, ci si pente insomma. Forse perché si decide di lasciare un segno tutto sommato buono, una traccia su questa Terra che sia guardabile e, Dio lo voglia, apprezzabile.

Ogni giorno dobbiamo assistere alle scempiaggini di simil uomini quali Borghezio e Bossi, il primo scaricatore di porto al posto sbagliato, il secondo ingannatore di un popolo (se pur inesistente nella sua definizione - padano - secondo una becera invenzione storica) fatto da cittadini italiani del nord Italia, che tratta da emeriti imbecilli, e che chiede di seguirlo in tutto e per tutto facendo loro persino accettare un figlio somaro superpagato dopo tanti discorsi sul merito! Ma un operaio del nord che va a urlare a Pontida "viva la Padania" lo sa quanto guadagnano Bossi & Family?? Non sono più in grado di indignarsi? Sono ubriachi dell'acqua del Po? Questi fenomeni da baraccone di bassa lega, danno un chiaro segnale di cosa non dovrebbe mai essere la politica e la gestione politica di un Paese. Neppure nel posto più sottosviluppato del Paese più arretrato e ignorante. Da questa pattumiera cercano di emergere personaggi dotati di ben altra formazione e che conservano qualche barlume di eleganza che ha contraddistinto i politici veri che l'Italia ha avuto.

Il Signor Tremonti sta tentando una carta preziosissima, che non solo lo fa rinsavire dalle scellerate decisioni del recente passato (primo fra tutti i tagli alla scuola, e poi i tagli alla sanità e ovunque si può tagliare si tagli senza distinzione, lì dove sarebbe stato meglio soffermare lo sguardo e distinguere per bene) ma darebbe FINALMENTE la possibilità a tutto il Governo di essere ricordato felicemente dagli italiani, tutti, di ogni parte. Perché la volontà di tagliare, evviva, gli stipendi dei politici e l'abominìo dei vitalizi, rispettando standard europei, sarebbe probabilmente considerata anche dall'opposizione, ci sarebbe un voto positivo bipartisan. Ecco, un bel voto bipartisan su ogni decisione che fa bene all'Italia! Perché non avviene mai? Solo quando si tratta di far uscire i delinquenti dalle carceri si trova l'accordo?? Lo facessero piuttosto per l'emergenza di Napoli, e non fra un mese, adesso! Subito!

Anche se tardi, se l'idea di Tremonti trovasse un'attuazione pratica, si scoprirebbe che sarebbe bastata questa scelta due anni fa per evitare a tante famiglie di diventare povere, si scoprirebbe all'improvviso che i soldi che mangiano i politici sono una spesa vergognosamente abnorme degna solo dei capi delle dittature più spregiudicate. Gli italiani attendono da anni questi tagli. Si chiedono ogni giorno perché un politico guadagni al mese quanto un operaio guadagna in due anni. Odiano questa spregiudicatezza, questa profonda iniquità sociale ingiustificata da ogni punto di vista la si guardi. Mi indigna sapere che un politico ha il parrucchiere gratis, l'estetista gratis, i voli gratis, i viaggi gratis, il teatro gratis, il ristorante gratis, ecc. Un surplus che molti di noi neppure più si sognano, presi a fare i conti con le necessità quotidiane di mangiare, pagare le bollette, i mutui, l'assicurazione, comprare la benzina (arrivata a cifre astronomiche!) Ci indigna sapere che già per il fatto che è un politico gli/le si spalanchino porte che a un comune mortale rimangono sempre chiuse.

Caro Tremonti, ora lei sta tentando, contro il fastidio artistocratico dei suoi stessi alleati, di lasciare un segno positivo nella storia d'Italia. Forse questo Governo non sarà ricordato solo per il mignottismo imperante, dilagato sotto ogni forma nella società italiana, ma anche per avere con dignità ridato agli italiani il nome di popolo e non di servi sfruttati come è di fatto ora. Signor Tremonti ci faccia davvero questo regalo, vada avanti con i tagli ai politici e alle grandi rendite e restituisca agli italiani il lavoro, i soldi rubati dai politici! Ripristini le funzioni vitali di questo organismo ormai allo stremo. Stiamo morendo Signor Tremonti e chi tra noi mortali resisterà ancora un poco si ritroverà come in Tunisia e lanciare sassi per strada per un pezzo di pane. Le cifre parlano chiaro, sa che quanto sto dicendo è verità. Si può far finta di niente in televisione, ma lei sa bene come ci avete ridotti in pochissimi anni. E dato che farà questo tentativo, vada fino in fondo, TOLGA I VITALIZI IN MODO RETROATTIVO!! Che sia una legge valida a partire da questa legislatura e non dalla prossima, assumetevi le vostre responsabilità! Passerà alla storia come un vero politico, come uno che ha pensato al bene del Paese Italia. Ci tiene a questo bel ricordo storico o preferisce rimanere nal mucchio?

Padani sveglia! Mandate via i rappresentanti urlatori e somari e scegliete i rappresentanti degni di questo nome, che ne avete e poveracci neppure possono parlare. Fate una bella rivoluzione dalla base, una rivoluzione del merito!! Apritevi al mondo e continuate a difendere il locale allo stesso tempo. Questa è sempre stata la grandezza del mord, essere aperti al mondo e investire sulle risorse locali, e non le cazzate xenofobe degli urlatori frustrati. Altrimenti, si sa, tira e tira, la corda si spezza.




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CULTURA
8 giugno 2011
Gordiano Lupi a Latina - Libri da scoprire

 

L’editore e giornalista Gordiano Lupi a Latina in occasione della fiera
“Libri da scoprire”
Quando la Cultura è al servizio della democrazia… cubana
 
 “Io che ho amato il volto del Che dico che libertà e democrazia sono temi che devono valere anche per Cuba”. Un’ammissione forte, di quelle che molti intellettuali cubani stentano ad attribuire alla sinistra italiana, come si evince da un recentissimo articolo firmato da Félix Luis Viera (scrittore cubano esule in Messico, noto in Italia per aver pubblicato Il lavoro vi farà uomini, un romanzo verità che fa conoscere gli UMAP, centri di rieducazione e lavoro per antisociali, cioè dissidenti, omosessuali, religiosi, rockettari, usciti dalla fantasia malata del comunismo cubano nei primi anni Sessanta.) Viera va giù forte contro la sinistra. E si capisce, i cubani hanno subìto per decenni in nome del Comunismo, e hanno dentro l’idea che sinistra e Comunismo siano la stessa cosa, ovvero dittatura e sofferenza. Non hanno tempo di mettersi a distinguere tra sinistra italiana e sinistra cubana, a disquisire sulla trasformazione e, in qualche caso, l’evoluzione delle ideologie.
Viera, nel suo articolo apparso sul giornale Cubaencuentro / Cultura, sezione Letteratura, diritti umani, tesse l’elogio di un intellettuale italiano per l’impegno quotidiano a favore della democrazia cubana: Gordiano Lupi (1960), giornalista, scrittore, editore di Piombino che si dedica da anni con passione allo svelamento della verità su Cuba, come lui stesso ama dire.
Da qualche anno ormai i giornali di sinistra italiani denunciano, e con toni che lasciano poco spazio al dubbio, che a Cuba con Fidel Castro non c’è mai stata democrazia. La leggendaria figura del Che (fantasiosa o meno che sia) rimane un idolo nella mente di tanti cubani e non solo, ma l’ avventura del Che, accompagnata da Fidel è stata da questi sporcata  e tradita. Il Che sarà amato in eterno, Fidel odiato in eterno. 
Tutti devono sapere che a Cuba c’è stata una delle peggiori dittature del mondo, che ha annullato la dignità umana, frustrato e incarcerato i liberi pensatori e gli intellettuali, e ha terribilmente impoverito la popolazione. Gordiano Lupi, in questo tipo di divulgazione, è l’estremo opposto di Gianni Minà, che con l’associazione di Amicizia Italia-Cuba, non perde occasione per difendere strenuamente Castro e il suo regime, tanto da rimproverare con forza Vendola, pochi mesi fa, ricordandogli che il popolo cubano gode di una perfetta democrazia dal 1° gennaio 1959. Già, perché la frase citata all’inizio è proprio di Vendola, che va ad aggiungersi alle tante denunce di associazioni umanitarie che di certo non fanno parte della Cia, come sospettano spesso Minà e altri pochi ma influenti intellettuali italiani che, evidentemente, sono frequentatori di quella parte che gode dei privilegi di una dittatura. Purtroppo per loro, uno Stato è soprattutto un popolo nella sua interezza.
Gordiano Lupi da molti anni studia a fondo la cultura cubana in ogni suo aspetto. A Cuba ha tanti amici e parenti, ma non può più liberamente mettere piede sull’isola (ma non c’era libertà a Cuba?) Ha imparato a conoscere ogni angolo, per scelta e occasioni favorevoli. Perché un turista che arriva a Cuba non è libero di andare ovunque, e vede solo ciò che gli è consentito vedere. Ma se si diventa parte del popolo cubano e con esso si interagisce ogni giorno tutto cambia. Cambiano le strade, cambiano le persone. All’improvviso spunta il mercato nero, si conoscono le ombre torturate e incarcerate, si leggono i libri mai pubblicati degli intellettuali della Primavera Nera (un periodo tristissimo del 2003 che ha visto arresti di massa tra i dissidenti che protestavano contro il regime e persino una condanna a morte per fucilazione, senza processo, di tre cubani che volevano raggiungere gli Usa in barca).
Lupi, oltre ad essere giornalista de La Stampa e traduttore ufficiale di scrittori cubani (tra gli altri, Alejandro Torrequitart Ruiz), ha una piccola e rampante casa editrice a Piombino. Tra le molte pubblicazioni, Almeno il pane, Fidel,èuna guida obbligata per chi davvero vuole conoscere Cuba. L’isola da cui i cubani vogliono fuggire con le buone o con le cattive. Tanto che Castro, per trovare un compromesso, ha dovuto inventare una lotteria (bombo) in cui il vincitore riceve un biglietto senza ritorno per Miami. Già perché chi esce da Cuba non è libero di tornarci, come racconta la blogger Yoani Sanchez, che Lupi ha reso nota in Italia. Nella terra dell’ormai decadente Castro, una coca cola costa un dollaro e un cubano guadagna dai dieci ai quindici dollari al mese! E’ l’isola felice per lo straniero, forse, ma non per il cubano. Anche a Cuba è iniziata la rivoluzione, molto prima che nell’area mediterranea. Gli intellettuali si sono sacrificati per primi. Scioperi della fame, carcere duro, morte. Meglio la morte che non avere la libertà, così deve aver pensato Guillermo Farinas, giornalista dissidente che per protesta ha intrapreso il 21° sciopero della fame e per poco non ne è morto. Era il mese di giugno dello scorso anno quando la notizia ha fatto il giro del mondo, aprendo gli occhi su uno scenario terribile, appena attutito dal passaggio di potere a Raul Castro (si fa tutto in famiglia nella democratica Cuba!)
Gordiano Lupi ha dedicato all’isola caraibica parecchie pubblicazioni: Cuba magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son – viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006), Almeno il pane, Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adiós Fidel – all’Avana senza un cazzo da fare (A.Car, 2008), Avana Killing (Sered, 2008), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A. car, 2010), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010). Nei suoi numerosi libri si è occupato inoltre di narrativa horror, cinema e serial killer. E’ stato ospite di alcune trasmissioni tv, tra cui Cominciano bene le storie, di Corrado Augias (per il libro Serial killer italiani), Uno Mattina, Odeon Tv, Rete quattro, speciale TG1 di Monica Maggioni (su Cuba e Yoani Sanchez). Tradotto all’estero, ha partecipato a molte trasmissioni radiofoniche in Italia e in Svizzera.
 In occasione della fiera Libri da scoprire, Gordiano Lupi sarà a Latina, con uno stand in piazza del Popolo, in rappresentanza della casa editrice Edizioni Il Foglio.
Rosa Manauzzi

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permalink | inviato da rosamanauzzi il 8/6/2011 alle 18:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
consumi
2 giugno 2011
Un libro contro la privatizzazione dell'acqua




permalink | inviato da rosamanauzzi il 2/6/2011 alle 10:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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